Giuseppe De Maio

Il tuo European Financial Advisor

Contattami ora:
+39/3484202531

Pensioni: perché è meglio non affidarsi allo Stato

Pensioni sì, pensioni no. L’aspettativa di vita si alza e mette in crisi i sistemi pensionistici a livello globale.

Pensioni: l’inconsistenza delle azioni politiche

Si parla spesso della scarsa sostenibilità del sistema pensionistico italiano, eppure i nostri politici continuano a fare proclami populistici. Un politico che pensa alle future generazioni, piuttosto che aumentare le pensioni, si impegna a creare le condizioni affinché l’economia possa crescere e generare così migliori opportunità lavorative. Solo così gli potremo mettere da parte le risorse per affrontare al meglio il futuro pensionistico. Il problema non è solo italiano: si tratta di una questione globale. La figura in basso ne rappresenta la “drammatica” evidenza:
pensioni_previsioni_italia

Pensioni: cosa è cambiato in pochi decenni

Per i nati ad inizio ‘900, la speranza di vita media in Italia era di circa 50 anni. Oggi i nati nel 2007 hanno una speranza di vita pari a 104 anni.
Ma come, si vive di più e dobbiamo preoccuparci? Il problema è che, parallelamente a questa bella notizia, l’età di pensionamento a livello globale è aumentata in modo molto più lento. Per questo non è riuscita a tenere il passo con l’allungamento della vita media. Questo significa che c’è un’ampia fascia di popolazione che vive più a lungo dopo aver lasciato il mondo del lavoro, senza però avere a disposizione risparmi sufficienti a sostentarsi.

Pensioni: cosa è previsto entro il 2050

La situazione diventa ancora più grave se all’allungamento della vita aggiungiamo il calo della fertilità. Infatti se la popolazione dei pensionati su scala globale è vista in crescita dagli attuali 1,5 miliardi a 2,1 miliardi di persone entro il 2050, si stima che il numero medio di lavoratori per ogni pensionato si dimezzerà nello stesso periodo, passando da 8 a 4.
Il deficit tra risparmi e domanda di pensioni a livello globale aumenta di 28 miliardi di dollari al giorno, secondo il WEF. Se non saranno prese velocemente delle contromisure per arginare il problema, questo “buco” toccherà i 400 trilioni di dollari entro il 2050, pari a cinque volte la dimensione attuale dell’economia globale. Questo dato si basa sul calcolo delle risorse impiegate da governi, datori di lavoro e individui per garantire a ognuno un reddito previdenziale pari al 70% dell’ultimo stipendio.

Pensioni: cosa stanno facendo alcuni Paesi

Alcuni Paesi stanno già compiendo qualche passo nella giusta direzione. Un esempio potrebbe essere il Canada e l’Olanda: entrambi dispongono di sistemi pensionistici collettivi con piani a contribuzione definita, cioè una struttura che aiuta gli individui a condividere i rischi e ridurre le spese. Il risparmio previdenziale diventa una necessità e l’unica cosa da fare è farsi carico del proprio futuro previdenziale.
La responsabilità della pensione è passata quindi dalle spalle dello Stato a quelle di ognuno di noi. Il problema è che fatichiamo a rendercene conto.
Mettere da parte qualche risparmio per gli anni della pensione – senza fare troppo affidamento su quel che arriverà dallo Stato – è ormai una necessità. Per farlo non è necessario disporre di capitali enormi: il mondo del risparmio offre soluzioni che permettono di versare anche poco per volta (in Italia per esempio ci sono i PAC ed i fondi pensione).

Certo, prima si inizia meglio è: nel mondo degli investimenti, il tempo può essere un ottimo alleato.

Scopri ora le tue opportunità di risparmio






Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *